“CRESCERE MENO PER VIVERE MEGLIO”

“CRESCERE MENO PER VIVERE MEGLIO”

Tratto dal periodico Focus, 224 Giugno 2011

MENO CONSUMISMO, Più QUALITà DELLA VITA.

MENO AEREI E CELLULARI, Più CIBI LOCALI.

…LE TEORIE SHOCK DI UN ECONOMISTA FRANCESE...

 

Serge Latouche è un intellettuale francese si settant'anni, gioviale e sicuro di sé. É considerato uno dei portabandiera per chi auspica la fine del consumismo e l'avvento di uno stile di vita all'insegna della sobrietà. Insegna all'Università di Parigi Sud-11 ed è uno degli economisti più stimati, anche se lui preferisce definirsi un “obiettore di crescita”. E infatti il suo nome è universalmente associato al concetto di “decrescita”. Latouche è convinto che la società in cui viviamo sia ormai del tutto inadatta a soddisfare i nostri bisogni e che sia necessario e urgente cambiare rotta, ridimensionando il nostro stile di vita per riacquistare un'umanità che stiamo lentamente perdendo.

 

Ammesso che sia giusto rallentare la nostra velocità, ridimensionando i consumi e accontentarci di pochi oggetti, come possono 7 miliardi di persone ognuna con interessi, ambizioni e dipendenze diverse e spesso incompatibili, prendere una decisione tanto grande e costosa? E chi dovrebbe fare il primo passo? L'Onu? I governi? O i singoli individui?

I cambiamenti più importanti, quelli che modificano davvero il corso della storia, non sono quasi mai frutto di una decisione. Anzi, quando questo avviene si rischia sempre di cadere nel totalitarismo. Ma pensate all'affermazione dei diritti umani o all'emancipazione della donna. Al profondo cambiamento nel rapporto fra genitori e figli, alle conquiste nel campo della tutela dei lavoratori e allo stato sociale. Tutti cambiamenti epocali che non erano nell'agenda politica di nessun partito. Nessuno ha deciso di cambiare. É successo semplicemente perchè i tempi erano maturi e la gente era pronta. Le leggi si sono adeguate ad un contesto sociale nuovo.

 

Che cosa intende esattamente con la parola decrescita e perchè è tanto importante?

Fino a qualche anno fa era lecito avere dubbi, ma oggi non è più possibile chiudere gli occhi. Siamo di fronte ad un pericolo molto grave, non soltanto per il degrado dell'ambiente, ma anche per la perdita della biodiversità, l'esaurimento delle risorse naturali e l'impoverimento della nostra stessa felicità. Cambiare non è più una scelta, ma una necessità. Decrescita è una parola. Uno slogan, se preferisce. Ma è uno slogan necessario per contrastarne un altro: lo “sviluppo sostenibile”.

 

Si spieghi meglio...

Lo sviluppo non è sostenibile per definizione. Non si tratta di far decrescere tutto, naturalmente. Voglio che crescano la gioia di vivere, la qualità dell'aria e dell'acqua e il benessere che la società della crescita ha distrutto. Ciò che stiamo cercando di fermare non è la crescita in se stessa, ma l'economia della crescita, quel fenomeno che ci induce a dover diventare più ricchi non per migliorare le nostre condizioni di vita, ma per alimentare la sopravvivenza del sistema stesso. La crescita intesa non più come un mezzo, ma come un fine. Negli anni '50 e '60, questo modello economico ha avuto un senso perchè ha di fatto generato benessere per molte persone di varie classi sociali. Ma oggi sta distruggendo quello stesso stato sociale che ci siamo conquistati con tanta fatica. La crescita serve solo a gonfiare i profitti, la produzione, il consumo, lo spreco e il degrado.

 

Come faremo a rinunciare al desiderio che la maggiro parte di noi ha in sé di crescere, di avere una casa più grande, uno stipendio migliore?

La nostra società è stata la prima ad avallare questi nostri desideri di avere di più. Le civiltà precedenti conoscevano bene anch'esse questo desiderio, ma t3endevano a limitarlo perchè sapevano che poteva essere pericoloso.

 

Chi guida una moto in autostrada sa di aver bisogno di almeno cinquanta metri per riuscire a frenare. Alla nostra società quanti metri servono?

Fortunatamente la storia dell'umanità non un lungo fiume tranquillo, ma procede a balzi improvvisi. Chi avrebbe potuto prevedere la rivoluzione in Egitto e in Tunisia?

 

Mentre aspettiamo che il mondo decresca, come la mettiamo con l'energia?

Dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili. Ma non su quegli orrendi impianti solari nel Sud Italia o sugli enormi parchi eolici che nascono come funghi in Europa. La chiave delle energie rinnovabili sta nel localismo. Un impianto eolico ed un pannello solare possono rendere indipendente dalla rete elettrica una casa o un villaggio: non c'è alcun bisogno di prendere quell'energia e trasportarla in giro per l'Europa. Ogni area del mondo ha una risorsa energetica adatta da sfruttare: che sia il sole, il vento, il calore della terra o altro. Comunque, la fonte più importante è il risparmio.

 

Che consiglio darebbe a un nostro lettore che desideri la decrescita?

Impegnarsi nella propaganda, perchè noi possiamo adottare un comportamento virtuoso, ma serve a poco se gli altri seguono una direzione opposta.